Mezz'ora, senza impegno
Mezz'ora, senza impegno. Mi racconti come lavori e dove perdi tempo; io ti dico dove l'AI può aiutarti e dove no. Ne esce un perimetro scritto, con una proposta.
Scelgo lo strumento adatto al tuo studio (non rivendo licenze), lo configuro sui tuoi documenti, scrivo le regole d'uso e formo chi lo userà. Ogni bozza passa da una verifica delle fonti prima di arrivare a te. La firma resta tua.
Una chat generalista risponde in fretta. Il problema nasce quando la risposta finisce in un atto da depositare sul PCT o in un parere che parte via PEC: se non puoi verificarla, non puoi usarla. Il Tribunale di Firenze, il 14 marzo 2025, ha trovato in un atto di parte sentenze di Cassazione che non esistevano. A Siracusa, il 20 febbraio 2026, quattro sentenze fantasma hanno lasciato un conto da 30.206 € (sent. 338).
Una norma abrogata, o una scadenza spostata di un giorno: le scrive con lo stesso tono di quando ha ragione. E quando il cliente, o un giudice, ti chiede da dove viene, non hai una fonte da mostrare.
Produce testi corretti e anonimi, che non sanno come imposti una comparsa nel tuo foro, né come rispondi a un avviso bonario. Sono un punto di partenza da adattare.
La responsabilità professionale non si delega a un software: resta tua, qualunque strumento tu usi. E dal 10 ottobre 2025 devi dire per iscritto al cliente se usi l'AI (art. 13, L. 132/2025): l'informativa è compresa nel lavoro.
Un fascicolo, un bilancio, un referto incollati in una chat qualsiasi sono dati usciti dallo studio, su server di terzi, senza che il cliente lo sappia. È una questione di segreto professionale (art. 28 CDF, per gli avvocati) prima ancora che di GDPR.
Non alleno modelli e non vendo un prodotto: configuro sui tuoi documenti uno strumento che esiste già, e scrivo le regole per usarlo. I cinque servizi qui sotto si combinano caso per caso: ne possono bastare due, o servire tutti.
Si parte dalle attività che portano via più tempo: le email ripetitive, le circolari da leggere, la prima stesura di un parere. Indico dove l'AI fa risparmiare ore e dove non conviene usarla.
Nessun accordo con i fornitori, nessuna licenza da rivendere. Confronto quello che ti serve sapere: quanto sbaglia, quanto costa, dove finiscono i dati, cosa consente il tuo codice. A volte la conclusione è che, per ora, non conviene.
Costruisco intorno allo strumento il tuo modo di lavorare, dai modelli di atto alle fonti che citi. Ne escono librerie di istruzioni e automazioni, con le regole d'uso scritte in italiano e intestate a te dal primo giorno.
Le bozze che contano passano da un secondo controllo, o più d'uno, che prova a smontarle: cerca ogni norma e ogni sentenza sulle fonti primarie e dichiara quello che non trova. Così una norma abrogata o una sentenza inventata vengono segnalate prima che la bozza arrivi a te. Non garantisce zero errori: ti dà un percorso di verifica che puoi ricostruire, citazione per citazione.
Formo te e i collaboratori sui vostri documenti: cosa l'AI fa bene, dove sbaglia, cosa non va mai incollato in una chat. La parte deontologica la segue un avvocato del Foro di Torino. È anche la misura che l'AI Act chiede dal 2 febbraio 2025 (art. 4): chi usa l'AI deve saperla usare.
Lavoro soprattutto con professioni che hanno un Ordine e un segreto professionale da rispettare, e con aziende che vogliono regole d'uso scritte. Il lavoro parte dagli strumenti e dal lessico del tuo mestiere.
Bozze di atti e pareri con le citazioni verificate una per una, ricerca su banche dati e fonti primarie, fascicoli riassunti prima dell'udienza. Dentro l'art. 35 CDF e il segreto professionale, informativa per il cliente compresa. Vedi la pagina dedicata →
Circolari e risoluzioni riassunte con il paragrafo di riferimento, una prima lettura di un avviso di accertamento, lo scadenzario per cliente prima del 16 del mese, la check-list sugli adeguati assetti (art. 2086 c.c.) in bozza. I bilanci restano riservati. Vedi la pagina dedicata →
Lettere per il curante, informative e consensi in bozza, risposte ai messaggi ripetitivi su orari e preparazione agli esami. Sempre fuori dall'atto clinico: la diagnosi resta tua. Il perimetro lo danno l'art. 9 GDPR sui dati di salute e la L. 145/2018. Vedi la pagina dedicata →
Regole d'uso scritte, formazione del personale (art. 4 AI Act), strumenti interni configurati sui vostri documenti. Vedi la pagina dedicata →
Quello che costruisco lavora sui tuoi documenti e su normativa controllata. Le affermazioni che contano hanno una fonte, e la fonte si può aprire.
L'AI prepara e propone; tu decidi cosa esce a nome tuo. Nessuna bozza salta questo passaggio.
Se costruisci tutto dentro un prodotto chiuso, cambiare diventa costoso. Istruzioni, automazioni e documentazione sono intestate a te e scritte in italiano: se un domani cambi strumento o consulente, non riparti da zero.
Le norme sull'uso dell'AI in studio sono poche e già in vigore. Per questo la parte legale e la formazione deontologica di ogni progetto le segue un avvocato del Foro di Torino, dall'avvio alla consegna.
L'avvocato segue la parte legale del progetto: l'informativa per i clienti, le impostazioni sui dati, la formazione deontologica. Le regole d'uso le mettiamo per iscritto, insieme.
Non rivendo piattaforme e non ho fornitori da accontentare. Propongo lo strumento più semplice che basta, e se conviene aspettare lo dico.
Conosco gli strumenti e le scadenze del tuo mestiere (il PCT, il Sistema TS, il 16 del mese) e prima di cominciare leggo cosa il tuo Ordine consente e cosa vieta.
La parte legale la segue l'avvocato, dall'informativa alle impostazioni sui dati, insieme alla formazione deontologica.
Per uno studio civilista di Torino ho costruito oltre venti strumenti AI, in uso ogni giorno. Ho fatto anche i siti di tre studi legali di Torino. Guarda il portfolio →
Si passa al passo successivo solo se il precedente ha funzionato. Tempi e costi li scriviamo dopo il primo incontro.
Mezz'ora, senza impegno. Mi racconti come lavori e dove perdi tempo; io ti dico dove l'AI può aiutarti e dove no. Ne esce un perimetro scritto, con una proposta.
Un caso circoscritto, sui tuoi documenti veri: una tipologia di atto, un flusso di email, una circolare al mese. Serve a provare il metodo sui tuoi documenti prima di investire di più.
Se il pilota regge, si allarga: altri tipi di atto o di pratica, il collegamento con la posta e, dove il gestionale lo consente, con il gestionale. Poi la formazione dei collaboratori. Si aggiunge una cosa per volta.
Cambiano le norme, cambiano gli strumenti. Resto disponibile per aggiornare quello che abbiamo costruito e formare chi arriva; le regole d'uso si rivedono quando serve.
Mi racconti come lavori e quali attività portano via più tempo. Ti dico se l'AI può aiutarti, come, e con quali limiti. Se non può, te lo dico lo stesso.